Crisi, degrado e affitti alti chiude il garage Stazione
Il gestore: «Ho rinegoziato il mutuo di casa pur di pagare 4.250 euro al mese, ma ora non ce la faccio più»
PADOVA — «Ho pure rinegoziato il mutuo sulla casa, pur di pagare l’affitto del garage. Ma ora non ce la faccio più. Da un mese mi è arrivata la lettera di sfratto esecutivo: chiedo alla proprietà di venirmi incontro». Un appello accorato, quello del 48 enne Marco Tamiazzo: lo storico garage Stazione (in vicolo Donghi, accanto all’edicola) rischia di chiudere in maniera forzata a breve. Un’altra «vittima della crisi», che si somma ai tanti ristoratori e commercianti del centro che stanno gettando la spugna.
«Criminale non dare i soldi della Bce alle imprese venete»
Menzi: «Anche gli istituti hanno scadenze importanti»
Pavin: «Una parte cospicua di queste risorse alle aziende»
VENEZIA - Regalo alle banche o boccata d'aria per le imprese? La risposta più efficace è la provocazione lanciata da Federcontribuenti: «Sarebbe criminale non metter a disposizione questi soldi alle aziende». La maxi-asta della Bce accende le speranze di imprenditori e mondo del lavoro, che vedono in questa nuova liquidità un'ancora di salvezza nel mare della stretta creditizia. A tre mesi dall'asta di dicembre, la Bce ha assegnato alle banche europee 529,53 miliardi di euro al tasso dell'1% a 36 mesi. Gli istituti di credito italiani, e ovviamente anche quelli veneti, hanno fatto domanda per quasi 140 miliardi di euro. E l'auspicio è sempre lo stesso: «Questi soldi devono servire alle imprese per superare la crisi finanziaria – è il commento di Marco Borin, segretario di Cna Veneto – Usi diversi sarebbero dannosi per l'economia.
«STOP AI CASI DI USURA BANCARIA E ANATOCISMO» ECCO LA PROTESTA DI FEDERCONTRIBUENTI FUORI DA BANCA ANTONVENETA
Volantini, cartelli, proteste gridate al megafono: una voce sola per dire basta «all'usura nella banche». Sono molti i casi sospetti di tassi usurari applicati dagli istituti di credito, come è in voga anche il fenomeno dell'anatocismo (in pratica l'applicazione di interessi sugli interessi).
Marco Paccagnella, presidente vicario di Federcontribuenti nazionale e presidente veneto, da anni denuncia la questione: per questo motivo ha organizzato una protesta questa mattina, fuori dalla sede di banca Antonveneta, in via Trieste a Padova.
“Stato e banche complici dei suicidi degli imprenditori”: l’affondo di Federcontribuenti Veneto
“Stato e banche complici e colpevoli dei suicidi degli imprenditori nel NordEst”: questo l’affondo di Marco Paccagnella, vicepresidente di Federcontribuenti a livello nazionale e presidente Veneto, dopo il suicidio di Umberto Ventura, titolare della Conte Srl di San Giorgio delle Pertiche, nel padovano. “Non smetterò mai di ripeterlo: è ora che comincino a prendersi le loro responsabilità - incalza -. Quanti casi del genere dovremmo piangere ancora? Parlare di crisi in questo caso non è esatto: spesso le cause sono anche altre”.
LA CRISI DI LIQUIDITA' E LA COSCIENZA SPORCA DELLE BANCHE
C’è davvero qualcosa che non torna, qualcosa che non funziona, nella rappresentazione che quotidianamente ci proviene dal mondo bancario, su quel che accade di questi tempi, riguardo alla crisi finanziaria ed economica che ha investito il Paese, l’Europa e in generale l’intero mondo occidentale. In particolare quando il discorso va a parare su di loro, sulle banche. Una serie di incongruenze che come minimo andrebbero spiegate, perché i costi di questa crisi, in termini umani e sociali, si stanno facendo sempre più alti.



